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PARCO ARCHEOLOGICO DI EGNAZIA

Egnazia, esattamente a metà fra la Terra di Bari e Terra d’Otranto, è un luogo sospeso nel tempo: le rovine sono semisepolte nell’acqua, dove i bagnanti, per tuffarsi nel Adriatico procedono sugli scogli fra tombe rettangolari, piene di incrostazioni marine, scavate nelle rocce e che molti turisti scambiano per "vasche". Quando  il mare si ritira con la merea, è più facile vederle e stupirsi della loro perfetta geometria, tagliate nella roccia con precisione sorprendente.

L’origine della sua fondazione è stata probabilmente dovuta ai Messapi, antiche genti provenienti dall’oriente che  colonizzarono queste terre prima della venuta dei Romani. Prima dell’occupazione romana, ad Egnazia erano presenti molte sette esoteriche, che seguivano il culto orfico-dionisiaco ed eseguivano i riti nel tempio della Dea Madre. Dopo l’occupazione, i romani sciolsero queste scuole disperdendone i proseliti e ,poco dopo, cominciò la decadenza di Egnazia e la sua fine: la malaria decimò gli abitanti, un maremoto semidistrusse la zona della costa e l’abbassamento del livello della costa fece scomparire sotto le acque buona parte della necropoli; il porto, con i suoi moli e templi vicini, sprofondò nelle acque. Tuttora, c’è un’antica credenza secondo la quale ogni primo agosto, all’alba, chi si reca in direzione delle coste di Egnazia in barca, dal mare, può avere una visione: Egnazia esattamente come era nell’antichità.

Durante gli scavi per la realizzazione del museo, molte tombe furono distrutte. Una, di grande bellezza, fu inglobata nella parte sottostante il museo ed è detta "tomba delle melagrane" per i motivi decorativi. Si accede da due colossali porte in pietra a due battenti, precedute da un vestibolo, una volta a cielo aperto. All’interno la tomba è dipinta con motivi architettonici e vegetali carichi di simbolismo (il ramo di edera, le melagrane, che raffigurano i riti di passaggio, la morte, l’Aldilà).

Molte tombe, scoperchiate nel tempo dal mare, già nel ‘800  furono bottino per i tombaroli ed mercanti d’arte: pezzi pregevoli di Egnazia adornano, oggi, i maggiori musei europei e statunitensi. 

Oggi Egnazia è uno dei Parchi archeologici più importanti della Regione: i resti della città e l’annesso museo sono ogni giorno frequentati da numerosi visitatori.

Fonti: Egnazia, un passato sepolto dall‘acqua
(di Manlio Triggiani, La Gazzetta del Mezzogiorno, 12 Agosto 2001)

 

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(Comuni di produzione)

Tipo di bene artistico/naturale

Museo